A memoria di chi 150 anni fa unì l’Italia e di chi poi, chiamato alle armi, combattè strenuamente per la Patria portando alto il Tricolore.
Sia questo un giorno di commemorazione per chi perse la vita con onore, per chi a casa non tornò mai, per chi ebbe la fortuna di tornarvi dopo mesi di silenzio.
Sergente 5 Rgt-Art. Alpina Sartori Giacomo (Valdastico 25/07/1915-Treviso 02/04/1942)

“Per onorare degnamente il ritorno tra noi dei resti mortali di Giacomo Sartori, deceduto per cause di guerra presso l’ospedale di Treviso e fino ad ora sepolto nel Cimitero Militare di tale Città, verrà celebrato un rito di suffragio e commemorazione a Casotto durante la S. Messa prefestiva di sabato 15 c.m. alle ore 17.30. Tanto si comunica, anche a nome dei congiunti, con preghiera di voler partecipare alla cerimonia possibilmente accompagnati dai simboli istituzionali di rappresentanza. Distinti saluti. “ Il Sindaco Bruno Scalzeri

Sartori Giacomo (1915-1942)

Sartori Giuseppe (1909-1965)
Mio nonno Giuseppe Sartori  (Bepi “Fornaro“) e suo fratello Giacomo Sartori vissero la 2° guerra mondiale da soldati.

Giacomo Sartori, Sergente del 5° Reggimento Artiglieria Alpina, dedito all’addestramento reclute, mori nell’ospedale di Treviso e solo nel 1999 i suoi resti fecero ritorno a Casotto.

Nonno Giuseppe, dopo aver combattuto in tante regioni d’Italia, alla fine della guerra venne portato in nave al porto di Taranto. Da qui, poichè a causa dei bombardamenti le ferrovie erano per la maggior parte state distrutte, iniziò il suo viaggio verso casa a piedi, trovando solo raramente qualche mezzo di fortuna. In questo periodo con orgoglio e onore prestò il suo servizio come volontario per il recupero delle salme dei soldati ai quali era stata data sepoltura provvisoria sui campi di guerra.
Era alto il senso del dovere, il valore e l’onore dei giovani soldati, ma grandi anche la paura e l’angoscia di chi a casa aspettava trepidante notizie dei cari congiunti.

Ci volle più di un mese per ritornare a Casotto, mese di rassegnazione per i famigliari che ormai lo davano disperso. Una sera di maggio invece, Gervasio Sartori (nonno di Gianni “Montoya”), chiamò mia nonna Marcellina dicendo: “Comare vei fora! Guarda chi che xe qua!” (Comare esci e guarda chi sta arrivando!).
Dalla strada del capitello stava giungendo mio nonno! Lascio a  voi immaginare quale fu l’emozione provata nel ritrovare un marito e padre di famiglia che ormai si pensava perso per sempre..
Nonna Marcellina (classe 1904), narrava spesso questo episodio e soprattutto amava recitare a memoria poesie e preghiere tanto care al suo cuore.
A memoria di quanto alti fossero i Valori, di quanto fosse grande la Fede un tempo, unico appoggio negli anni tormentati della guerra, un sabato pomeriggio (24.04.1999) nonna recitò questa preghiera che io fortunatamente trascrissi:

“Sgomenti dagli orrori di una guerra che travolge Popoli e Nazioni, ci rifugiamo, oh Gesù, come scampo supremo nel Vostro Santissimo Cuore. Da Voi, Dio delle misericordie, imploriamo con gemiti la cessazione dell’immane flagello. Da Voi, Re pacifico, affrettiamo con voti la sospirata Pace. Dal Vostro cuore divino Voi irradiaste nel mondo la carità, perché, tolta ogni discordia, regnasse fra gli uomini soltanto l’amore.
Deh! Si commuova dunque il cuor Vostro anche in quest’ora grave per noi di odi così funesti, di così orribili stragi.
Pietà vi prenda di tante madri angosciate per la sorte dei figli!
Pietà di tante famiglie orfane del loro capo!
Pietà della misera Europa su cui incombe tanta rovina!
Ispirate Voi ai reggitori dei popoli consigli di mitezza, componete i dissidi che lacerano le Nazioni e fate che tornino gli uomini a darsi il bacio della Pace, Voi che a prezzo del Vostro Sangue li rendeste fratelli.
E, come un giorno al supplice grido dell’apostolo Pietro, “Salvaci o Signore perché siamo perduti!”, rispondeste pietoso acquetando il mare in procella, così oggi alle nostre fidenti preghiere rispondete placato, ritornando al mondo sconvolto la tranquillità e la pace.

E Voi pure, o Vergine Santissima, come gli altri tempi di terribili prove, aiutateci, proteggeteci, salvateci e cosi sia” (Papa Benedetto XV 1914/15)

Non dimentichiamo il passato!! Non rinneghiamo il tricolore! Non facciamo morire per la seconda volta tutti quelli che alla Patria diedero tanto.