Già già…gli antichi sapori di una volta!! Autunno…il caminetto acceso…il “paròlo” (paiolo) pieno d’acqua per far staccare la crosta formata dalla lunga cottura…Attorno al tavolo una numerosa famiglia. In mezzo al tavolo, un boccale di acqua della fontana, una bottiglia di vino “fatto in casa”, un panàro con la polenta ancora fumante; nei piatti già un bel pezzo di polenta e qualche forchettata di crauti o “capuzzi rostii”….Ho scattato questa foto immaginando questa scena, nei “sti ani de ‘na volta” dove forse c’era poco, ma c’erano più valori, più sacrificio, più rispetto per la vita..Dove con poco era possibile vivere, e già quel poco era molto…. Arresto il flusso di pensieri e ritorno alla realtà.Vi presento l'”incriminato”. Eccolo, è lui!! Il CAPPUCCIO (nel nostro dialetto “capuzzo”) GIGANTE!!! Qui di seguito documentato il momento della raccolta. Zio Egidio ha affilato il lungo coltello con

 aria seria e minacciosa…Io gli ho chiesto preoccupata: “ma….andiamo solo….a raccogliere un “capuzzo”, VERO???” :-/ Posso dirvi che staccarlo dalla radice è stata una vera impresa. Lo zio pensava di dover ricorrere al “menaròto” (ascia usata per la legna), infine ha usato il coltello tipo macète, operazione possibile solo perchè è un uomo!!! 😀

Questo che vedete sotto è il nipote Christian (che saluta zio Renzo dall’Equador), 10 anni. Il testone vegetale in primo piano secondo me è veramente il più grosso di tutti, penso che possiate fare i conti con le proporzioni….

Mi verrebbe da dire, simpaticamente parlando: due teste a confronto!!!:-D

Ed ecco il momento della pesatura….quanti sforzi per far passare la catena della bilancia intorno al capuzzo!!! Pensavamo di non riuscire nell’impresa!!

Voi forse faticate a vederlo…ma io ero là e il peso della bilancia ha segnato…10 CHILI ABBONDANTI!!
Tenete presente che al soggetto era già stata tolta tutta la parte del fogliame in esubero e da non utilizzare…..