serù 1980

Grande muraglia di neve nei pressi del lago. Ricordo con affetto la piccola macchina di quel periodo, una rossa “SIMCA-SUMBEAN-CHRYSLER” l’affetto era ricambiato, infatti,dopo averla venduta ad un concessionario di Corsico, per alcuni anni mi ritornavano le multe che il nuovo proprietario prendeva in Puglia ( Altamura), in quel periodo il PRA funzionava molto a rilento.

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Il lago del Serrù, in primo piano un pilone delle baracche del cantiere. Sotto un numeroso gruppo di stambecchi  sul piccolo promontorio che domina  il lago “‘Agnello”, prima di diventare parco nazionale, il Gran Paradiso era la riserva di caccia dei re piemontesi, in particolare Vittorio Emanuele II.

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Negli anni 50 sentivamo spesso parlare del Serrù (Serù), un luogo lontano, fra le montagne ai confini con la Francia. I racconti dei lavoratori stagionali che rientravano in paese alimentavano le fantasie di noi bambini, si raccontava  di incontri con camosci, stambecchi, marmotte,e grandi aquile che volteggiavano sul cantiere. Tutto vero, infatti siamo nel bel mezzo del parco Gran Paradiso, il più bello, il più grande, il più antico, dei parchi italiani. (più volte visitato).