strada delle vegre

Ricordi di Padre Gabriele ( Candido Sartori braido 1901/1990)

padre gabriele

Scrive ai cugini di Roma: Il Forte Belvedere cominciò a bombardare per colpire il ponte sotto casa vostra che  collegava la sponda Austriaca con  quella Italiana. Le prime tre cannonate  caddero sulla nostra casa e alla decima sul povero ponte costruito dai nostri vecchi. Istintivamente tutti ci radunammo in cantina  e la si pregò come tutti i poveracci pieni di fede pregano quando si trovano di fronte a un cataclisma. Finito di bombardare e usciti dalla  caneva  semidistrutta , la vecchia Maria braida (mia madre) prese il crocifisso che stava sopra il letto e disse ” venite com me “. Ma appena usciti (eravamo un cinquantina di persone) dalla trincea di fronte al ponte odierno, gli italiani aprirono il fuoco anche se a circa 200 metri si vedeva benissimo  che era povera gente che scappava verso la val Grossa (per fortuna i fanti italiani non sapevano sparare) l’unica  ferita, mia sorella Massima da una pallottola di striscio che le solcò il collo.

La Maria braida  col crocifisso in mano si voltò ardita,e contro i fucilieri con un gesto da vescovo tracciò con il crocifisso un ampio segno di croce ,contro i tiratori.

La fucileria cessò.

(Era sempre in nero la Maria braida ,nata Slaviero e originaria del comune di Rotzo vestiva  alla moda delle donne dei 7 comuni.)                   pag. 25 del libro  “L’avventura della vita”.

 

sera