Cari lettori del Blog, quella che vi sto per raccontare è un’esperienza più unica che rara credo…
Una di quelle che ti fanno capire l’importanza di essere “nel posto giusto, al momento giusto”.
La natura ci offre spettacoli eccezionali: panorami mozzafiato, eventi meteo terrificanti come gli uragani, i fulmini, le alluvioni o magici come la neve o l’arcobaleno…
Ci circonda di piante e fiori di ogni forma e colore e animali incredibili per la loro particolarità anatomica, caratteriale e attitudinale…
Forse le immagini che seguono non sono per tutti.
Sono un pò “forti” e qualcuno le giudicherà crudeli.
Io stessa ho immortalato il tutto pervasa da un misto di pietà e fascino..
Io stessa non ho saputo li per li cosa fare.
Ma, in fondo, questa è la legge della Natura. 
Nella natura vince il più forte.
Oppure, per una volta il destino si può capovolgere, la preda coglie un attimo di distrazione del cacciatore e fugge…. In questo caso la povera preda ha avuto il suo momento d’oro, ma non è stata sufficientemente forte da sconfiggere la sua cacciatrice.
Per noi spettatori questa è stata una lezione di vita, un modo per conoscere e capire quanto difficile sia nella natura garantirsi il cibo per la sopravvivenza.
In un caldo pomeriggio di questa pazza estate, io, Maga, mio nipote Alessandro e altri bambini del paese abbiamo deciso di portare Billy (il mio fedele simil-border collie :-)), alla “Busa”, perchè si divertisse con l’acqua…
Il luogo è immerso nel verde e l’acqua scorre creando piccole “pozze”, rigagnoli cristallini che, via via scendono in basso ed arrivano fino al Gorgo, formando un piccolo laghetto che noi chiamiamo “laguna blu”.
Maga stava portando Alessandro e Annapaola proprio alla scoperta di questi anfratti da noi tanto amati, quando Annapaola, spaventata, si è bloccata trovandosi di fronte a questo….spettacolo!!!!
Una enorme biscia dal collare, la Natrix Natrix, aveva catturato un grosso rospo.
Lo teneva stretto al fianco, immobilizzandolo.
In quel momento, ancora non sapevamo se il serpente fosse velenoso, nel qual caso, anche cercare di liberare il rospo sarebbe stato inutile: il veleno iniettato lo avrebbe portato a morire lo stesso. Sul dorso poi, c’era un gran numero di mosche che, addirittura avevano deposto le uova. Dubitavo, che il suo stato di salute fosse buono, poteva essere ferito in modo irreparabile, ecco perchè ho deciso di non intervenire.
L’unica cosa che ho potuto fare, quindi, è stata correre a casa e prendere la macchina fotografica per documentare questo evento.
Erano circa le 17 del pomeriggio…La biscia ha lasciato solo un attimo la presa per “sistemarsi meglio”. In quel momento il rospo ha tentato la fuga, cercando con la zampa posteriore di “calciare” il rettile, ma la forza e la tenacia del serpente ha avuto la meglio. In qualche minuto Natrix si è spostata contro il muro ed ha iniziato una serie di contorsioni per bloccare il rospo e afferrarlo per la testa… Tutto poi si è fermato, una sorta di “calma apparente”. Dopo 20 minuti di filmato (che spero di pubblicare!! :-)), non capendo le intenzioni della biscia, ho deciso di andare a casa e tornare più tardi per vedere le evoluzioni.
Ore 20 circa. Natrix aveva cercato un rifugio più “intimo” vicino a dove l’avevo lasciata e aveva iniziato l’ingerimento del povero rospo, che, purtroppo, in questa fase era ancora vivo!
Ammetto la crudeltà di quanto vi sto narrando (e della sottoscritta, amante all’ennesima potenza della natura, che ha assistito quasi impassibile alla scena), ma credo sia stata questa una occasione eccezionale per capire le dinamiche dell’evento e di quanto succede ogni giorno in natura.


Le mandibole della biscia si stavano lentamente dilatando….
Nonostante le fossi distante solo qualche decina di centimetri per scattare le foto, lei rimaneva praticamente immobile…Compiuto il mio lavoro di reporter, l’ho lasciata tranquilla pensando a quanto ci avrebbe messo per portare a termine questo rito.
La mattina del giorno dopo, ho deciso di andare a vedere cosa era successo nella notte, convinta di non trovare più niente. Invece…..
Alle 9 poco più la biscia era ancora là!! E, cosa più sorprendente e impressionante, non era ancora riuscita a portare a termine la deglutizione del rospo!
Le zampe posteriori della povera creatura sporgevano ancora dalla sua bocca….
Buona parte del corpo del rettile, presentava un grosso rigonfiamento (il rospo!!), e la bocca della biscia era completamente sformata per la dilatazione delle mandibole….
Dopo pranzo (il mio!!), alle 13 son tornata sul luogo, ma lei non c’era più.

Ancora adesso, riguardando queste foto, provo un pò di tristezza, ma soprattutto incredulità e stupore.
16 ore e più per pranzare…..non è da tutti direi! Soprattutto in un mondo dove, per noi umani, la regola è correre, correre, correre, fare spesso spuntini veloci e e avere tutti gli agi possibili a portata di mano….
NOTA: la biscia dal collare è spesso confusa con la vipera “aspide”, finendo ingiustamente uccisa dall’uomo. Prima di tutto NON E’ VELENOSA.  Alcune particolarità anatomiche, poi, la differenziano dalla velenosa vipera: un colore grigiastro della pelle e non rosso, una lunghezza superiore (fino a 1.20 metri!), un corpo affusolato contro il corpo tozzo e la coda corta e rastremata della vipera, la forma della testa più tonda e non triangolare come quella della vipera, la pupilla dell’occhio ROTONDA e non VERTICALE come quella dell’aspide. Addirittura non è dotata delle classiche “zanne” che iniettano il veleno.
Per i più curiosi, da Wikipedia, le schede dei due rettili per conoscere abitudini, caratteristiche e differenze….

http://it.wikipedia.org/wiki/Natrix_natrix
http://it.wikipedia.org/wiki/Vipera

Ciao a tutti!!!:-DXE