“Vago nel bosco,
trovo un vecèto.
Ghe cavo la barba,
ghe ciùcio el culèto”

Questa simpatica filastrocca, racconta la maniera in cui si era soliti degustare il frutto della foto.
Nel leggerla, immaginate una mano che cerca tra i frutti quello più avvizzito, e quindi più maturo, ne toglie la peluria del fondo e, portando il frutto alla bocca, ne gusta la polpa dal sapore inconfondibile e particolare.

Ebbene si..Un plauso quindi a tutti i partecipanti al sondaggio/4 che hanno indovinato!!!
Trattasi infatti proprio dell’interno di un frutto, per la precisione della NESPOLA.
Questi frutti vengono raccolti nel tardo autunno, ma prima di essere consumati devono rimanere per
lungo tempo a maturare in ambiente adatto (per esempio nella paglia), di solito fino a gennaio-febbraio.
La polpa è morbida e arancio scuro quando il frutto è a maturazione. Al suo interno si trovano dei semi, solitamente 5 e, proprio la stessa polpa che li avvolge, forma questa inusuale stella.
Oramai gli alberi di nespole sono una rarità in paese, ma un tempo quasi tutte le famiglie nei terreni coltivati ne avevano una pianta.
Forse per questo la nespola è un frutto un pò…nostalgico. Ricorda infatti i i sapori di una volta, i “bei vecchi tempi”, quando, accanto alle nespole ancora acerbe, si usavano mettere mele e pere “di produzione propria”.
Olvino racconta che il primo dell’anno i bimbi erano soliti andar di casa in casa e, bussando alla porta, salutare dicendo “Buondì, buon ano, la bona man anca st’ano”. Era una festa quando, i padroni di casa donavano ai piccoli 5-6 nespole…era una golosa ricchezza!!

Ora il fornitore ufficiale di nespole è proprio Olvino Sterchele, che nel suo orto ha una pianta a dir poco prodigiosa…Eccovene un “assaggio”….:-)

Naturalmente vi aspettiamo numerosi per il prossimo….Indovina cos’è!